LIBRINCONTRO

11/12/13 Maggio 2018
Torino via Giordano Bruno 201 (Zona ExMoi)

[si accede anche dalla passerella olimpica]

Tre giorni di libri, presentazioni,
workshop, dibattiti, concerti.

A sud di Torino, in una periferia come tante, fa capolino quest’anno Librincontro. Tra case in rovina, case occupate o sgomberate… in quello che chiamano “degrado”, frutto marcio delle Olimpiadi invernali del 2006. Noi che abitiamo i territori in cui stiamo, vogliamo anche viverli e farli vivere. I nostri libri hanno bisogno di spazio, per incontrarsi, confrontarsi e cospirare insieme. Uno spazio e un tempo per disertare il tritacarne dell’industria culturale, dove tutto è trasformato in profitto oppure rifiutato; tutto è “capitale umano” da spremere e poi gettare. Con Librincontro ci riprendiamo lo spazio e il tempo che ci servono, per costruire la nostra ostilità alla loro città, alla loro politica, alla loro cultura.
Librincontro, è uno spazio-tempo di libri – e non solo – fatti per passione, senza contropartite economiche, per mostrare che è possibile un altro modo di vivere a partire proprio dagli spazi e dai momenti che liberiamo ogni giorno… qui e ora.

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Comunicato di presentazione dell’evento

Il luogo scelto per Libricontro condivide con le altre periferie torinesi una realtà di abbandono e marginalità: case costruite in disfacimento, case abbandonate, case occupate, case sgomberate; dietro ogni atto c’è nascosto un gesto di imperio del potere o un interesse economico e dure lotte per superarli. E’ frutto delle scelte legate alle olimpiadi invernali del 2006 che inaugura un nuovo modello di sfruttamento dell’ambiente urbano in cui il ritmo di mutazione degli scenari urbani segue in maniera frenetica “gli orientamenti del mercato”, colonizzando gli spazi e sottraendoli una volta di più ai propri abitanti o restituendoli all’abbandono e alla speculazione.Per tali motivi in questo luogo, in questa città da sempre considerata “laboratorio” d’idee e di passioni vogliamo aprire anche solo per 3 giorni uno spazio dove prefigurare una società altra e rapporti tra le persone diversi, migliori e liberi.

L’industria culturale è veicolo di trasmissione dei contenuti e delle forme di potere proprie di questa società, in cui l’espressione di dissenso e opposizione viene emarginata e soffocata dai meccanismi di potere e di mercato nei quali essa non può e non vuole avere voce, o viene assorbita e riciclata secondo modalità del tutto estranee alla sua natura. Quello che vogliamo con i nostri libri è ribadire l’estraniamento a un certo tipo di città, di cultura, di politica dove tutto deve avere un prezzo e tutto deve essere gradito a chi comanda; è continuare ad andare in direzione opposta a quelli che sono gli interessi economici del potere, gli stessi che reggono ogni aspetto delle nostre vite, ristrette in una gabbia, dove le persone, il loro genio e creatività sono state trasformate in “capitale umano” respinte e rifiutate se non sono ritenute sufficientemente lucrative; è ribadire solidarietà con quanti vengono messi da parte, ai margini, in isolamento; per creare e fare vivere spazi – non solo cartacei – dove diffondere queste idee.

Attraverso le nostre pubblicazioni diffondiamo un desiderio di cambiamento e di trasformazione radicali che già nel metodo esprime il suo contenuto: un contributo privo di contropartite economiche fatto e portato avanti per il solo piacere, la sola passione, il solo desiderio di cambiare le carte in tavola, di far capire che è possibile un modo altro, che questo modo parte dagli spazi che liberiamo ogni giorno nella nostra vita.

Libricontro non vuole essere una vetrina delle cose morte o perdute, bensì l’espressione di chi produce e scambia parole, suoni, immagini oltre e contro il bordo dei codici della cultura generale, di chi produce comunicazione autogestita, marginale, antagonista, trasversale, clandestina, rivoluzionaria, senza proprietari, senza censura; uno spazio liberato di riflessione, di dibattito, di esposizione di idee dove vogliamo coinvolgere persone che non ci conoscono, perché si può vivere altrimenti qui e adesso.

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