Dada is not dead

Precursori dell’ interventionism prima dei festival concettuali di urban art, inventori della street-photo performance pre-flash mob e social media marketing, geneticamente rigettati dal mainstream i dott. Porka’s sono ancora vivi. Il collettivo senza volto e senza un numero preciso di componenti, presenta a quasi 20 anni dalla sua costituzione gli inediti delle ultime street-photo performance, rigorosamente non autorizzate, le tavole preparatorie dei murales e le opere di grafica. Le incursioni del collettivo lo porta a violare zone rosse, sequestrate o vietate al pubblico. I Dott. Porka’s operano sul territorio supportati da diversi complici che ne condividono idee, finalità e modus operandi, sono le “cellule dormienti” del collettivo. Quando è necessario il loro appoggio vengono allertate intervenendo sul posto, fornendo supporto logistico ed operativo all’ intervento dei Dott. Porka’s e diventando loro stessi parte della “creazione artistica”.

Dott. Porka’s P-Proj parte dal presupposto che ARTE e VITA non siano scindibili né musealizzabili. Per questa ragione Dott. Porka’s P-Proj operano nello SPAZIO attraverso il loro strumento di analisi: la STREET-PHOTO PERFORMANCE.(…) Come dei readymade object, questi luoghi perdono la loro funzione e diventano assurdi ed enigmatici. (…) La street-photo performance è lo strumento d’indagine usato da Dott. Porka’s P-Proj attraverso il quale questi luoghi vengono posti in relazioni nuove ed allucinanti con il REALE ed i suoi ABITANTI.

Dal Manifesto dei Dott. Porka’s p-proj. (2009)

 

“Il Conte Amen”

La gigantesca città fantasma di Consonno, ai piedi del Resegone, in provincia di Lecco è un surreale monumento vivente dell’”economia creativa” e delle “grandi opere” presenti nel dna malato del nostro paese prima ancora che venissero coniate queste definizioni per descriverle. L’antico borgo contadino di Consonno viene comperato nel 1962 dal Grande Ufficiale Mario Bagno per trasformarlo in una piccola Las Vegas della Brianza. Non viene risparmiata neppure la collina adiacente al cimitero: limita il panorama e il Conte Bagno la fa abbassare con esplosivo e ruspe. Da allora il paese inizia a spaccarsi letteralmente in due, a franare verso la valle, e a svuotarsi definitivamente non solo degli abitanti rimasti ma anche dei turisti che dovevano farne la sua fortuna.

“Caronte”

Il gigantesco complesso di archeologia industriale della Société Métallurgique des Terres-Rouges in Lussemburgo, attualmente al centro di un progetto di gentrificazione, diventa metafora del cancello degli inferi ai quali generazioni di operai immigrati dalle zone più povere d’Europa hanno consacrato la loro vita. Da qui il demonio Caronte richiama le anime per presentar loro il conto della nostra perdita di umanità.

 

 

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